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(Non) si gioca con il cibo

26 May 2009 No Comment

villagebistroUna volta si diceva così.
Oggi invece le nuove forme di intrattenimento uniscono sempre di più il gioco al food, segno della vitalità sia dell’industria del gaming sia di quella alimentare.

Abbiamo provato a costruire un percorso dai giochi più seri (se così si può dire) ai più faceti, dato che non sempre il divertimento è il fine ultimo di questi nuovi prodotti.
Il premio serietà - non seriosità - va a un videogame che è difficile catalogare nei generi classici del gioco, ovvero “La Guida in cucina“. Si tratta di un ricettario che ha riscosso grande successo, piazzandosi nei primi 20 game più venduti in Italia nel 2008: non a caso di questo prodotto si è parlato forse più sui blog di cucina, come qui, qui e qui,  che non su quelli di gaming. Un gioco che forse delude i fan di Super Mario, che sui funghetti sono abituati a saltare, ma farà felici giovani coppie e single che hanno bisogno di qualche dritta in più in cucina: del resto in una società che perde sempre più il passaggio di informazioni e sapere da una generazione con l’altra, cresce l’importanza di strumenti di apprendimento, che possono passare dal web (food blogger), ma anche dalle console.

In una zona intermedia, dove si trovano insieme apprendimento aspirazionale e divertimento, collochiamo “Hell’s Kitchen“, game legato al reality show di Gordon Ramsay, uno dei più celebri star-chef internazionali, e anche uno dei più abili a trasformare la propria immagine in un brand di successo. Il videogame, per DS e Wii, è una sfida a superare le diverse difficoltà legate alla cucina in un ristorante: preparazione, cottura, servizio. Il severo giudizio di Ramsay (che ha prestato la voce al suo personaggio virtuale) si traduce in un punteggio e dà come ricompensa l’accesso al repertorio personale di ricette di Ramsay.

Infine, arrivando in una dimensione più esplicitamente ludica, troviamo la serie “Giulia Passione Cucina“, un videogame composto da vari minigiochi, tutti legati alla cucina, con vere ricette internazionali. Un successo, legato come i precedenti alla console-lifestyle Nintendo DS, che ha saputo cogliere le esigenze di gioco semplice e familiare (e cosa può esserlo di più della cucina?) dei nuovi casual gamers che hanno fatto la fortuna di casa Nintendo.

Altri esempi interessanti che ci piace segnalare vengono dal web.
Abbiamo scovato un blog tutto dedicato a giochi online sulla cucina che potrebbero fornire più di un’ispirazione a brand che vogliono giocare con i propri consumatori; e ci siamo divertiti anche con i “perditempo” da pausa suggeriti dal nuovo sito di Bonduelle, ovvero games old-fashion non legati al cibo, ma suggeriti appunto da un brand di food che si pone online come un editore, un suggeritore di trucchi di relax e divertimento online per quelle persone che “non vogliono passare ore a trovare qualcosa che gli piaccia“.

Buon appetito o buon divertimento

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